AS: GIMAV potrebbe avere un ruolo più attivo nell'interpretazione delle norme?
MP: Oggi il quadro normativo è sempre più articolato e spesso le aziende si trovano ad affrontare interpretazioni differenti. GIMAV può diventare un punto di riferimento tecnico autorevole, favorendo il confronto tra costruttori di macchine, produttori di accessori e trasformatori. Più riusciamo a condividere esperienze e competenze, più diventiamo forti come sistema.
AS: Tre priorità assolute del suo mandato?
MP: La prima è fare in modo che la filiera lavori sempre più come un sistema. Spesso parliamo di macchine, accessori, software o trasformazione del vetro come mondi separati, mentre la vera forza dell'industria italiana nasce proprio dalla capacità di mettere insieme competenze diverse.
La seconda è accelerare l'innovazione. Le tecnologie stanno evolvendo rapidamente e dobbiamo aiutare le imprese, soprattutto le più piccole, ad affrontare temi come digitalizzazione, automazione e intelligenza artificiale con un approccio concreto e orientato ai risultati.
La terza è rafforzare la competitività delle aziende associate in un contesto sempre più complesso. Sostenibilità, efficienza energetica e nuove richieste normative non devono essere viste soltanto come vincoli, ma come leve per creare valore e consolidare la leadership italiana nel mondo.
AS: In che modo la sua esperienza internazionale influenzerà i progetti di GIMAV?
MP: Lavorando quotidianamente con clienti e mercati di tutto il mondo ho la fortuna di osservare da vicino come stanno evolvendo le esigenze del settore. Questa visione internazionale può essere utile per individuare opportunità, anticipare tendenze e capire dove si sta dirigendo il mercato. Credo che GIMAV debba aiutare le aziende a guardare oltre i propri confini, mantenendo però ben salda l'identità e l'eccellenza del Made in Italy.
AS: Su quali mercati dovrebbe puntare maggiormente l'associazione?
MP: Europa e Nord America restano mercati fondamentali, ma oggi vedo grandi opportunità anche in India, Nord Africa, nel Sud-Est asiatico e in Medio Oriente, dove la domanda di tecnologie avanzate per il vetro continua a crescere. In generale credo che la sfida non sia puntare su un solo mercato, ma aiutare le aziende a diversificare e a costruire una presenza sempre più internazionale.
AS: Quale ruolo potrà svolgere GIMAV per supportare le aziende nella transizione legata a EPD, tassonomia europea e passaporto digitale?
MP: Molte aziende, soprattutto le PMI, si trovano oggi davanti a una quantità crescente di richieste normative e documentali. Il rischio è che questi temi vengano vissuti come un costo o un obbligo burocratico. Credo invece che GIMAV debba aiutare le imprese a comprenderne il valore strategico, fornendo strumenti pratici, formazione e occasioni di confronto. Nessuna azienda dovrebbe affrontare queste sfide da sola.
AS: Il comparto italiano è pronto per la trasformazione digitale e l'intelligenza artificiale?
MP: Alcune aziende sono già molto avanti, altre stanno iniziando adesso il percorso. È una situazione normale. Quello che vedo è una forte capacità di innovazione che ha sempre caratterizzato il nostro settore. L'intelligenza artificiale, l'analisi dei dati e l'automazione non sono più temi del futuro, ma strumenti che stanno già cambiando il modo di lavorare. GIMAV può aiutare le imprese a capire quali opportunità siano realmente applicabili ai loro modelli di business, evitando che queste tecnologie rimangano solo argomenti di discussione.
AS: Come immagina l'evoluzione di Vitrum nei prossimi anni?
MP: Credo che Vitrum debba avere l'ambizione di diventare molto più di una fiera. Deve trasformarsi nel luogo in cui si immagina il futuro dell'industria del vetro.
Per anni il settore si è sviluppato attraverso comparti, tecnologie e mercati che spesso hanno seguito percorsi paralleli e talvolta persino competitivi tra loro. Oggi però le grandi sfide che abbiamo davanti, dalla sostenibilità all'intelligenza artificiale, dall'efficienza energetica alla digitalizzazione dei processi, richiedono un approccio diverso. L'innovazione nasce sempre più dall'incontro tra competenze, tecnologie e visioni differenti.
Per questo immagino una Vitrum capace di diventare il punto di convergenza dell'intera glass economy mondiale. Un luogo in cui produttori di macchine, materiali, software, automazione, vetro piano, vetro cavo, edilizia, automotive, energia e design possano confrontarsi non come mondi separati, ma come parti di un ecosistema che evolve insieme.
L'obiettivo non deve essere soltanto esporre prodotti, ma favorire contaminazione, collaborazione e nuove idee. Le tecnologie che oggi vediamo come concorrenti o appartenenti a mercati differenti potrebbero diventare complementari e generare innovazioni che nessun attore sarebbe in grado di sviluppare da solo.
Vorrei che Vitrum diventasse il luogo in cui si incontrano non soltanto i protagonisti del presente, ma soprattutto coloro che stanno costruendo il futuro del vetro. Se riusciremo a creare questa piattaforma internazionale di dialogo e innovazione, Vitrum non sarà semplicemente una grande fiera italiana, ma uno dei riferimenti globali per l'intera industria del vetro.
Vitrum non deve essere il luogo in cui il settore mostra ciò che ha fatto negli ultimi due anni, ma il luogo in cui immagina ciò che farà nei prossimi dieci
AS: La competitività italiana passerà sempre più dalla capacità di co-progettare l'intera filiera?
MP: Ne sono convinto. Oggi l'innovazione nasce raramente da un singolo prodotto. I clienti chiedono soluzioni complete nelle quali macchine, materiali, software e processi dialoghino tra loro. Uno dei grandi punti di forza dell'industria italiana del vetro è proprio la presenza di una filiera eccellente e altamente specializzata. Se riusciremo a collaborare sempre di più, potremo offrire al mercato un valore che pochi altri Paesi sono in grado di replicare.
AS: Come può GIMAV aiutare le aziende a colmare il disallineamento delle competenze?
MP: Quello dei talenti è probabilmente uno dei temi più importanti per il futuro del nostro settore. Molti giovani non conoscono le opportunità che l'industria del vetro può offrire in termini di tecnologia, innovazione e prospettive internazionali. Dobbiamo avvicinarci maggiormente a scuole, università e istituti tecnici, raccontando meglio chi siamo e cosa facciamo. GIMAV può diventare un ponte tra il mondo della formazione e quello dell'impresa.
AS: Ritiene strategico stringere alleanze più forti con altre associazioni di categoria?
MP: Assolutamente sì. Il vetro è presente in settori fondamentali come edilizia, automotive, energia, arredamento e design. Molte delle sfide che affrontiamo sono comuni ad altre filiere industriali. Fare squadra significa avere una voce più forte nei confronti delle istituzioni e contribuire in modo più efficace alle decisioni che influenzano la competitività delle nostre imprese. Oggi più che mai credo che la collaborazione sia un fattore strategico.